QUATTRO CHIACCHIERE CON...

4 MISTER

QUATTRO CHIACCHIERE CON…4 MISTER!

QUESTA SETTIMANA ABBIAMO PENSATO DI METTERE A CONRONTO IL PUNTO DI VISTA DI ALCUNI MISTER …ECCO COSA E’ EMERSO

L’INSEGNAMENTO E’ VOLTO SOLO ALLA TECNICA DA ADOTTARE IN CAMPO O PONE L’ATTENZIONE ANCHE SULL’EDUCAZIONE COMPORTAMENTALE?

“L’insegnamento è rivolto ad entrambe le cose.  Per quanto riguarda  la tecnica adottiamo giochi ludici con la palla e una prima infarinatura dei gesti tecnici che poi verranno perfezionati e consolidati nel tempo. Sicuramente l’educazione comportamentale va curata con un linguaggio adatto  ai bimbi, sia sul campo che negli spogliatoi ”. 
BERTOLI MARCO MISTER DELLA SCUOLA CALCIO

“Penso che l’insegnamento in un Settore Giovanile debba mescolare continuamente e giornalmente entrambi gli aspetti.
È importante dare nozioni di carattere tecnico, lo è altrettanto però instaurare una mentalità corretta, trasmettere dei principi comportamentali adeguati (dove il rispetto verso avversari, compagni e mister rappresenta la pietra miliare) ed esaltare il concetto di lavoro di gruppo: essere un singolo che fa parte di una squadra, dove tutti gli elementi lavorano per raggiungere un’unica meta”.

SEBASTIANO ROTA MISTER DELL’UNDER 18

“Cerco sempre di  trattarli da uomini,  per farli crescere con grande rispetto e con ognuno di loro cerco di essere leale perchè secondo me la cosa principale è la sincerità. Essere leali con loro alla fine paga sempre, per farli crescere, per fargli imparare anche le regole del calcio, come si sta in campo e nello spogliatoio”.
ROMANINI MARCO MISTER DELL’UNDER 15

“Il mio approccio verso i ragazzi è quello di adattare, tramite il confronto e l’ascolto, le esigenze della squadra, valorizzando l’indipendenza, l’autonomia e la responsabilità di ognuno, insegnando loro anche il rispetto delle mie scelte. Stabilisco regole chiare, coerenti ed adeguate all’età attraverso la spiegazione dei motivi per cui alcune cose sono lecite ed altre no. Fornisco loro spiegazioni per le decisioni che prendo e per le regole che fisso, spronandoli e sollecitandoli ad esprimere le loro opinioni personali al fine di indirizzarli verso un percorso di crescita, che possa poi permettergli nel futuro di ragionare ed agire più velocemente nelle decisioni da prendere in campo”.
CLAUDIO FERRARI – ISTRUTTORE UNDER 13

BISOGNA TENER CONTO DELLE PECULIARITA’ DI OGNI SINGOLO RAGAZZO?

“Ci sono ragazzi che sono predisposti per  il calcio, ma la strada per arrivare è molto lunga.  Ognuno di loro se continuerà potrà trovare  la categoria di appartenenza, oppure semplicemente  si divertirà all’oratorio con gli amici. Noi mister, durante gli allenamenti, dobbiamo  stare attenti durante  il loro cammino calcistico a non fargli perdere la voglia di giocare,  perché purtroppo molti lasciano il calcio per motivi di lavoro ma anche perché assuefatti da allenamenti non divertenti. Poi ci sono anche quelli non predisposti per  il calcio, ma sono bambini ed  hanno diritto a stare nel gruppo e giocare, soprattutto con i loro amici”.
BERTOLI MARCO

“Penso che il nostro lavoro sia quello di essere completamente a servizio dei ragazzi che alleniamo, non il contrario.
Vincere è sicuramente bello e stimolante , ma in ottica formativa conta poco se alla fine dell’anno il gruppo non è migliorato sotto nessun punto di vista.
Come allenatore del Settore Giovanile cerco di mettere a loro disposizione le mie competenze per poter esaltare le loro caratteristiche.
Ovviamente alcuni principi mi accompagnano durante le stagioni, ma difficilmente adatto lo stesso modo di giocare a squadre diverse: mi piace scoprire ed esaltare le peculiarità di ogni gruppo e contemporaneamente riempire le aree grigie”.

SEBASTIANO ROTA

 “Assolutamente sì,  non ci si può approcciare con tutti alla stessa maniera. Ogni ragazzo ha il suo carattere, ogni ragazzo ha la sua storia, il suo modo di esprimersi. Sono diversi uno dall’altro, quindi bisogna sapere come prenderli,  soprattutto a questa età in cui  stanno crescendo e sono un pò più sensibili rispetto a ragazzi più grandi.  Bisogna sapere tirar fuori da loro quello che hanno, anche  le doti che non riescono a esprimere.  Il mister  deve essere in grado di farlo”.
ROMANINI MARCO

Comprendere la singolarità di ciascun ragazzo / giocatore per aiutarlo ad esprimersi al meglio è il principale obiettivo che, insieme al responsabile ADB Luca Rampini, prendiamo in seria considerazione, essendo la base per la crescita sia individuale che collettiva della squadra”.
CLAUDIO FERRARI

LE SODDISFAZIONI PER UN MISTER?

“Sono 30 anni che alleno le scuole calcio prima a Palazzolo, la mia città, poi a Pontoglio e infine qui al Franciacorta. Se non ho ancora smesso è perché mi diverto tanto a stare coi ragazzi bravi e non bravi.  Tu dai loro un pallone e ti ripagano con la loro felicità e la voglia di fare”.
BERTOLI MARCO

“Oltre al fatto di vedere i frutti del proprio lavoro credo che la soddisfazione più grande sia quella di creare legami e di conseguenza ricordi.
Alleno da 4 anni al Franciacorta ed ho avuto le annate dal 2004 al 2007: entrare nel Centro Sportivo nei giorni di allenamento significa ricevere una quantità di “Ciao Mister” decisamente elevata, con conseguenti due/tre battute sul periodo e sulla giornata.
È bello veder crescere i propri allievi ed avere la possibilità negli anni di ascoltarli e consigliarli senza avere il “peso” del ruolo.
Significa che la tua opinione è considerata da loro importante anche se istituzionalmente non sei più il loro allenatore: credo non ci sia soddisfazione migliore”.

SEBASTIANO ROTA

“Io ci metto amore, ci metto una passione incredibile!  Mia moglie mi dice sempre che io non ho amore ma un’ossessione!  Io e il calcio siamo  due cose uguali,  forse troppo… Il risultato della domenica me lo porto a casa e ormai mia moglie sa come approcciarmi in base al risultato che faccio.  Il mio rapporto con il  calcio è incredibile, è fatto  di passione/ ossessione cominciata  da quando ero piccolo”.
ROMANINI MARCO

“La più bella soddisfazione per me è quella di percepire la loro crescita sia come calciatori che come individui, di vederli acquisire fiducia in loro stessi e di lottare con tutte le proprie energie per raggiungere gli obiettivi, trasformando l’ossessionante “bisogna per forza vincere” nella benefica formula del “vogliamo vincere”.
CLAUDIO FERRARI

FRANCA CERVENI