QUATTRO CHIACCHIERE CON

BILLY BITIHENE

QUATTRO CHIACCHIERE CON…BILLY BITIHENE

Come è  iniziata la tua avventura calcistica?

“Al Rigamonti di Brescia (molto famoso per il settore giovanile), poi ho giocato due anni e mezzo in Canada nell’accademia del Milan, successivamente  sono tornato in Italia e ho ripreso a giocare nel Rigamonti. Poi mi sono  trasferito al Brescia Calcio ed è partita la mia avventura calcistica:  ho fatto il settore giovanile dagli esordienti fino alla primavera. Dopodiché sono approdato nella serie D con il Ciliverghe, ho fatto un anno alla Pergolettese e poi tre anni fa sono venuto qui  in Franciacorta”.

Giochi sempre?

“Beh diciamo che gioco alternativamente. C’è tanta competizione e dunque devo un pò sgomitare per cercare di giocare…”

Quanto è importante per te il calcio?

“Diciamo che è abbastanza importante, fondamentale,  perché vivo di questo e quindi lo considero un lavoro e spero di poter proseguire per tanti anni a fare questo mestiere”.

Il ruolo dell’attaccante era quello che più si addiceva la tua personalità?

“Sì, sono un ragazzo che ha determinate caratteristiche quali la velocità prima di tutto, la rapidità e anche tecnica e visione.  Tutte cose che abbinate alla fase offensiva possono servire, possono contribuire alla vittoria della squadra”.

Cosa dicono mamma e papà?

“Sono fieri, sono contenti dal mio percorso e sperano che io faccia sempre  meglio, sono felici quando torno a casa sorridendo”.

Ti sei posto degli obiettivi da raggiungere?

“Assolutamente sì. E’ difficile fare questo mestiere senza obiettivi, è davvero difficile. Uno degli obiettivi è cercare di salire di categoria, di confrontarmi con i migliori, è la cosa che vogliono tutti”.

C’è un calciatore che per te è un punto di riferimento?

“Io sono sempre stato un grandissimo fan di Pippo Inzaghi (essendo milanista). Sono cresciuto in quell’epoca che era fatta di tanti calciatori incredibili. Una cosa che mi ha sempre sorpreso di lui è la capacità di fare gol, la sua semplicità,  non faceva niente di che ma la  buttava sempre dentro. Sono contento che stia facendo bene anche come allenatore del Brescia,  se dovessi mai avere l’opportunità di lavorare con lui sarei la persona più felice del mondo”.

Con Riccardo Maspero tuo attuale allenatore come ti trovi?

“Molto bene.  Molto bene sin dall’inizio. Durante la pausa Natalizia ci siamo parlati e lui mi ha spiegato che ha tanta fiducia in me. Io mi sento in dovere e voglio poter ricambiare questa sua fiducia”.

Com’è la tua vita extracalcistica?

“Studio economia all’università, sono al secondo anno ed è importante per me  ottenere la laurea.  Sono un ragazzo tranquillo, non faccio mai niente di che, sono abituato a stare in casa”.

Stiamo vivendo un momento particolare, critico, difficile per molti aspetti, lo sport e gli sportivi possono veicolare  messaggi importanti… cosa ti senti di dire riguardo la situazione attuale?

“Beh è una situazione molto strana in cui non ci siamo mai trovati,  ma bisogna avere sempre la forza di andare avanti, di avere il sorriso sulle labbra, di vivere la giornata pensando al futuro ma cosa più importante di vivere il presente.  Bisogna affrontare le situazioni come questa pensando che  i giorni migliori arrivano sempre, quindi bisogna crederci sempre”.

Voi giocatori a volte subite infortuni che vi buttano a terra, in quel momento che cosa vi fa andare avanti?

“Nelle situazioni difficili spingere è una motivazione in più, quando è tutto  facile sembra molto semplice,  ma è nei momenti difficili che esce davvero il carattere di una persona”.

Se tu dovessi dare un suggerimento ad un giovane della tua età che ancora non ha capito qual è la sua strada?

“Gli direi in primis di trovare se stesso:  se trova se stesso poi trova la sua strada. Di fare qualunque cosa voglia fare con passione”.

Come si riesce a trovare se stessi?

“Questa è una bella domanda: bisogna provare tante cose… e ricercare nello sport, nello studio, nel lavoro, la cosa con cui si sta bene”.

FRANCA CERVENI