QUATTRO CHIACCHIERE CON

TULLIO BAGATINI MAROTTI

QUATTRO CHIACCHIERE CON…TULLIO BAGATINI MAROTTI

Di dove sei?

“Sono brasiliano, di un paesino di campagna verso l’interno di San Paolo:  Rio Claro”.

 Da quanto tempo giochi a calcio, come hai iniziato?

“Il percorso nel professionisti è iniziato nel 2013 in Brasile, sempre nel 2013 sono venuto in Italia per la prima volta e vi sono rimasto per qualche mese, poi sono ritornato in Italia nel 2014 e da allora sono qui e nel luglio 2020 sono approdato al Franciacorta”.

Com’è il calcio in Italia rispetto a quello giocato in Brasile?

“In Brasile sei più libero di fare quello che vuoi, si punta  più sulla tecnica.  In Italia c’è tanta tattica, il mister ti dice quello che devi fare in campo,  si punta sia sulla tecnica che sul lavoro tattico. In Italia il calcio è molto più organizzato che in Brasile”.

A te piace di più quello giocato in Brasile o quello in Italia?

“Devo dire che mi sono adattato molto meglio al calcio italiano che al calcio brasiliano e mi piace”.

Come ti trovi in Franciacorta?

“Benissimo.  Sono vicino a casa.  La mia compagna è di Bergamo, mi è nata la bambina 5 mesi fa…”

Woow… sei un neo papà!

 “Sì sì. In Franciacorta  mi trovo bene, è una  società seria  che mi dà tutto.  C’è un bel progetto, mi trovo benissimo!

Cosa hai provato diventando papà?

“Grazie a Dio è andato tutto bene! E’ difficile descrivere le sensazioni di una persona che è diventato papà. E’ una cosa bellissima, mia figlia è l’amore della mia vita. Si chiama Bell.”

La coccoli spesso?

“Sì sempre.  La mattina appena mi sveglio giochiamo,  anche la sera. La mia compagna mi dice “dai ora andate a letto voi due”  perché giochiamo sempre”.

Marzo è il mese delle donne e tu ne hai due in casa … quanto sono importanti le donne nella tua vita?

“Tantissimo. La mia compagna mi ha aiutato tantissimo; prima di giocare in Franciacorta ero giunto a un punto in cui ero  un po’ deluso dal calcio. L’ho conosciuta quando sono arrivato in Lombardia e mi ha dato una botta di vita pazzesca.  Lei mi aiuta ogni giorno, non mi fa mollare mai, crede tanto in me e questo per me è importante, lei è il mio punto di riferimento”. 

Come si sono incontrate le due culture quella italiana/bergamasca e la tua di San Paolo Brasile?

 “Subito bene,  anche in casa abbiamo tanta sintonia perché siamo molto simili, ci piace fare le stesse cose. Siamo molto vivaci, a noi piace anche andare in giro con la bambina, a fare le passeggiate in Città Alta. Non ci piace stare fermi, tranne quando siamo un po’ stanchi e allora decidiamo di stare a casa a guardare un film. A lei piacciono quelli più drammatici e a me quelli di guerra …ma vince sempre lei.”

L’hai portata a fare una passeggiata tra i vigneti della Franciacorta?

 “Sì l’anno scorso, quando  io abitavo in Franciacorta, poi a marzo mi sono trasferito a Bergamo. Dunque prima  lei veniva spesso qua e abbiamo fatto delle belle passeggiate.”

Per quanto riguarda la cucina?

“Mangiamo le stesse cose.  A me la cucina italiana piace tantissimo,  tipo i “casonsei bergamaschi” , anche la polenta è buonissima, mi piace quasi tutto tranne il radicchio”.

In squadra c’è un altro compagno brasiliano…

“Felipe!  Ci conosciamo da tempo,  abbiamo giocato insieme a Trapani nel 2015 in serie B. Io un anno prima giocavo in serie D e mi ricordo che la prima volta che l’ho visto ero timidissimo e ho detto “c…. vado a giocare con Felipe”, è una e stata una gioia immensa. A Trapani  è stato come un padre per me, mi ha trattato come un figlio. Abitavo quasi a casa sua, da lì siamo diventati amici e non ci siamo più lasciati. Ci sentiamo sempre, quando mi ha detto che veniva al Franciacorta per me è stata una gioia, perché essere in squadra insieme a lui è una fortuna.  E’ bello vederlo giocare, a me piace tanto, è una bella persona, è un bel calciatore. Chi gioca con lui deve considerarsi fortunato. In serie D non ne vedi tanti come lui”.

Ti manca il Brasile?

 “Sì, è da tre anni che non vedo la mia famiglia, quindi un pò mi manca. Quando la  bambina crescerà porterò lei e la mia compagna  a passare una vacanza in Brasile, così faranno conoscenza con il resto dei miei famigliari ”.

Parliamo del campionato, come sta andando?

“Abbiamo passato un momento di difficoltà in cui non arrivavano  le vittorie. Da sempre ci impegniamo tanto in settimana, il mister ci fa  lavorare sodo ed è brutto quando non arrivano i risultati.  Finalmente in queste ultime quattro partite abbiamo raccolto quello che meritiamo. Dobbiamo dare continuità perché il calcio lo richiede, conta sempre quello che fai la domenica.  Anche se una settimana vinci quella dopo la gente se lo dimentica, quindi dobbiamo dare continuità al lavoro che facciamo in settimana e anche quello della domenica”.

Cosa ti auguri per il futuro?

“Mi auguro che la squadra possa arrivare più in alto possibile perché la società se lo merita  e lo meritiamo noi come giocatori e così pure lo staff,  mi auguro di fare un bel campionato e lasciare un segno positivo per il futuro della Franciacorta, una terra che ci ha accolto e ci  aiuta a crescere calcisticamente. Personalmente mi auguro di arrivare più in alto possibile a livello calcistico in serie D, di vincere un campionato e magari di giocare in un’altra categoria: darò il massimo per questo”.

FRANCA CERVENI